“Un ennesimo balzello – sbotta il presidente dell’Ascom Antonio Bisceglia – la Scf ci impone di pagare un importo non meglio definito se nel negozio c’è una radio accesa. Addirittura questo consorzio ha mandato agenti investigativi nei nostri esercizi per verificare se l’apparecchio radio emettesse un suono per poi sanzionarci”. La Scf (Società Consortile Fonografici) è un ente privato che si preoccupa di riscuotere non il diritto d’autore (come fa già la SIAE) bensì non meglio specificati diritti d’autore connessi o collaterali, quali ad esempio i produttori fono-videografici, ovvero le case discografiche. Mentre l’Ascom sta valutando la congruità e la liceità della richiesta della Scf e se è legale entrare nei negozi per effettuare “rilevazioni”, il presidente Bisceglia suggerisce la cautela: “Suggerirei ai commercianti di sospendere ogni forma di musica d’ambiente fino al chiarimento della situazione”. Il suggerimento dell’Ascom vale per tutte quelle attività che non fanno intrattenimento (discoteche, pub, pubblici esercizi), cioè negozi, tabaccherie, parrucchieri, ecc. |